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Imparando a diventare ciò che hai odiato

novembre 15, 2011

Giuro che mi sta crollando tutto addosso, giuro che girerò notti sonnambule a prenderle di santa ragione, perché io non so darle bene. E il più delle volte le prendo. Ho fatto una scelta pesante, ma me la sono giocata malissimo, perché non l’ho fatto fino in fondo. Fare una università in cui non ho creduto fin dal primo piede che ci ho messo dentro. Il sinistro, e poi il sinistro ancora. Non credeteci se volete, non me ne frega un cazzo. Mi ricordo tutto. Questo cazzo di dams, questo cazzo di dams. La cosa che mi manda in bestia è che se io tornassi a vivere in quella piccola città diventerei esattamente ciò che ho odiato, perché sono uno bravo a fare le cose. Bravo, bella fine del cazzo.

Se non potete giocare la parte dell’innamorato allora siate dei soldati. Lo diceva Shakespeare. Geloso del punto d’onore, baffuto come un leopardo, impulsivo e pronto alle questioni, che cerca una vana reputazione perfino sotto la bocca di un cannone. Sì, ma non tanto. Questa è soltanto un’immagine da paraculi, pronta a dare il piatto di buon cappone al giudice dalla bella pancia rotonda rimpinzata. Magari che tiene in uno scaffale quelle quattro cose a cui tiene per davvero. Bè, sempre meglio del coglioncello che ha scelto fin da subito un’università che non gli piace, e il lavoro che non gli piace, e che mentre prende in giro la sua coscienza con discorsi buonisti abbozza un sorrisetto e gli occhi al cielo mentre pian piano sorvola, sorvola su tutto, e si gode quel poco nel fittizio paradiso di semplicità che si è creato, e non ha perso tanto e non ci ha guadagnato granché, e non ha tentato nemmanco attraverso ciò che ama di capire la vita. Ma questo non lasciatevelo mai spiegare da nessuno perché nessun cane al mondo l’ha capito. Non starei qui a scriverne. E nessuno ne parlerebbe.

Se soltanto riuscissi a trovare qualcosa di nuovamente autentico.

4 commenti Lascia un →
  1. novembre 15, 2011 4:47 pm

    riesco a leggere parte del post solo in preview nei post dei blog che seguo, qui no, come mai?

  2. novembre 15, 2011 4:50 pm

    inchiostro bianco :D come non detto

  3. novembre 15, 2011 4:52 pm

    Occorre attenzione e selezione, altrimenti si è perduti.

  4. ethanjude00 permalink*
    novembre 15, 2011 5:35 pm

    Je suis le soldat perdu. Come in Apocalypse Now. Per l’inchiostro bianco non so proprio perché lo faccio ma mi piace vedere il testo scomparso che compare nel momento in cui viene letto e poi scompare di nuovo.

    Grazie per il commento

    Ciao

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