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Scostante sconquassamento notturno di neuroni
Vorace vivace capace inciampate
Sempre nell’aldilà tugurio insolito di frasi albeggianti
Scostante trionfo di una maleducata nottata
Freddo di mani e di piedi sfregate assetate
Io ipod in conversazione a pranzo e a cena
Seconda depressione a Roma e questa volta non so
Se farcela o cavarmela.
Sempre di un me dimenticato io mi parlo
Vi parla, assetato di nero e di stomaco
Gastrite cazzo moscio
Rimpicciolito intontito
Amorevole giocondo ma ridicolo
Dipinto di vita irraggiungibile
Un sogno tramortito nell’aldiqua
Qua qua ra qua
Tu sei un qua qua ra qua
Paraculo
Ti pari il culo
Nel vicinato ululato
Ponti di fredda realtà qua qua ra qua
Detto fatto il fatto non fatto
Detto di nuovo non fatto nuovamente
Eh si, magari fosse così
Albeggiare così
Vedere così
Essere così
Non più qui
Non più sulle mie labbra
Castrato
Ma nella tua bocca
Risanato
Uccidere io sono
Niente più bimbi
E papà partire
Niente più camere buie in cui cercare
Niente stratosfere e mele
Belvedere settembrino piccolino
Bambino furibondo male al petto
Sempre retto ma non commosso
Rimosso e sondato
Buio constatato
Note superficiali
Immagini artificiali
Di senso
Non compiuto.
Ciao,
Ciao
Goodbye.

