La promessa è stata mantenuta
La vita è un uomo nero che mi ha convinto a seguirlo, fin da quando ero bambino. C’è soltanto questo da scrivere oggi. Incartocciare un foglio, buttarlo nel cestino. Ma io sono esattamente come voi. Non ho niente da buttare, non ho niente da buttare. Alcun errore, alcuno sbaglio per cui potrei dire di aver sbagliato alla grande e sentirne il bisogno di buttarlo via poiché il peso si è fatto bestiale. Ma io sono come voi: non sento niente, non sottoterra, non in volo. Io non sono. Una preghiera a me stesso, di poter cambiare dentro, cambiare e buttare via questo assurdo involucro in cui passo le mie giornate, i miei dilemmi, le mie attese, i miei stupidi obiettivi quotidiani. Ma c’è anche una parte commossa, quella che piangente risponde: non posso, non sono così impacciato da poter cadere in un cambiamento, sono troppo rigido. Poter sentire il rumore della carta che si accartoccia e dimenticarsi dell’immagine, perché sei diventato tu ciò che vuoi. Non è possibile, e questo lo so io come lo sapete voi. E qualche volta la vita che facciamo può proprio assomigliare ad una cartolina, alla cartolina, e quando succede si pensa che non era come la promessa che ci hanno fatto, loro, quelli che ci somigliano, quelli che potrebbero essere noi. La promessa è stata mantenuta, ma è scaduta, siamo noi ad essere cambiati. E quell’uomo nero sono io, fanculo, quell’uomo nero sono io un attimo prima di morire.

