
“Finalmente posso uccidere il bambino che è in me e festeggiare questo compleanno come cazzo mi pare”


Non posso perdonare ai vecchi di essere così stanchi e deboli, impauriti: le carni sfibrate, il battito malsano di un amore fin troppo ricercato
Non posso perdonare ai nostri padri di provare un amore così soffocante nei nostri confronti, che ci impedisce di odiarli, cosìché rivolgiamo le nostre ricerche sui nostri corpi miserevolmente colpevoli
Non posso perdonare alla musica il suo disfacimento e la sua rivelazione
Non posso perdonare al video la sua crisi mistica
Niente posso perdonare della mia scrittura
Niente posso perdonare all’azione della pompa, poiché c’è paura nel sapore scientifico e nel viaggio spirituale ciò che fa mettere lo zaino in spalla è la paura, pertanto non posso perdonare il sorriso di Duchamp e l’ingenuità di Lynch
Non posso perdonare i personaggi dei film che dicono che la vita è bella perché a me non verrebbe mai in mente di dire “è bella la vita nei film”
Non posso perdonare alla forza trascendetale della mia ricerca il suo tradimento poiché del tradimento fa parte essa stessa, corpo e disfacimento disfacimento e silenzio silenzio e amore amore e corruzione corruzione e inerzia inerzia e non-vita e quindi niente di tutto ciò, che ti fa sembrare il tutto un’allucinazione
Non posso perdonare chi le barriere abbatte e ha già abbattuto, non posso perdonare me stesso, i bisbigli francesi in un tram comme tout le monde plastique, bien sans son corp, re trouvé votre energie la vie du monde s’est finit
Niente posso perdonare della fine del mondo, del 2012, dell’apocalisse, della mia morte eventuale pertanto…
Lasciatemi prima scrivere quanto sia frustante scrivere di un autore che si sta imparando ad amare. Punto. Mi consolo con questa scusa ufficiale: Harmony Korine è un regista sconosciutissimo in Italia, per non dire un po’ dapperttutto nel mondo, perciò il mio “scrivere a vanvera” si prefigge prima di tutto lo scopo di far conoscere Korine.
what it is like to want to be someone else
to not want to look like you look
to hate your own face and to go completely unnoticed.
I have always wanted to be someone else
I never felt comfortable the way I am
all I want is to be better than myself
to become less ordinary
and to find some purpose in this world
it is easier to see things in others
to see things you admire
and then try to become that
to own a different face
to dance a different dance
and… sing a different song.
It is out there waiting for us
inviting us to change
it is time to become who we’re not
to change our face
and become who we want to be
I think the world is a better place that way
2)Man in the mirror
Raccontare la storia di questo film potrebbe risultare una faccenda piuttosto divertente per un recensionista, “un po’ trallalero-trallalà”, americano (da cui pare che in Italia fra i vari entusiasti recensionisti si stia istituendo una scuola di ….?pensiero metanfetaminico?) che pressappoco ve la racconterebbe così: è Michael Jackson quello a passeggio per le strade di Parigi che corre in una pista di go-cart e fa le prove dei suoi balletti per strada e canta in una casa di riposo per anziani? Eh sì gente e a quanto pare sempre a Parigi questo ballerino incontrerà niente di meno che Marylin Monroe che è sposata con Charlie Chaplin e hanno come figlia niente-di-meno-che l’enfant prodige del cinema degli anni 30 Shirley Temple. Sì, wow wow, e se non vi è chiaro o non è ancora abbastanza nella stessa casa dei due coniugi Chaplin ci vivono anche James Dean e quel mulacchione-mulattone di Sammy Davis jr, questo perché lo sguardo di Korine è davvero inarrestabile e anticonformista e antihollywoodiano perché….bè perché, ma-che-diavolo-ne-so io è che sono andato in bagno perché mi scappava una cagata pazzesca a furia di mangiare pop corn imburrati al formaggio che quando hanno spento le luci e mi sono trovato nella sala sbagliata perché, giuro,volevo andare a vedere Pirati Dei Caraibi – Ai confini del mondo e non volevo arrovellarmi il cervello per scrivere qualcosa di orginale su qualcosa che mi pare originale. Ecco più o meno la storia spiegata da un recensionista piuttosto esaltato, se escludete la seconda parte. Se volete la storia vera e propria bè più o meno guardatevi il film che io ho trovato solo in inglese sottotitolato in inglese.
3)Beat it
Mister Lonely è la storia di un uomo solo, geniale fino a qui, come è solo lo spettatore quando guarda un film, ora forse il discorso si farà più interessante. Korine riesce a debilitare lo spettatore di ogni sua difesa innalzata contro lo schermo cinematografico, prima adulando lo spettatore, immergendolo in una tela di colori che rendono la realtà filmica l’unica possibile via da percorrere. Ciò che succede ai personaggi, ovvero indossare delle maschere e andare a vivere in una realtà davvero più colorata e che ci consenta di esprimerci al meglio è ciò che ci succede ogni giorno grazie a social network quali facebook e myspace e messenger o per le generazioni più, adulte, che non sanno usare internet semplicemente la televisione. E ora non usciamocene con le solite cose trite e ritrite sui social network e la televisione tanto ormai sono i media i primi capaci ad avere una coscienza autocritica e se volete anche autoironica. Il fatto che Korine ci porti in un’altra dimensione non è detto che subito dopo non ne sconfessi la realtà stessa. E qui vorrei cambiare tono, perché se è vero che scrivere di film è come fare film, è anche vero che lo scopo di uno che scrive di film è quello di prolungare l’estasi dello spettatore uscito dal cinema.
4)Thriller
Essere consapevoli che rincorrendo i nostri sogni siamo simili ad armi ancora scariche, essere consapevoli, cioè, che portare nel presente i sogni, materializzarli in desideri, equivale ad ucciderci. Entrare a far parte di un sogno che fa parte di altri sogni. Lasciare che i nostri corpi siano sospesi nel vuoto, che siano solo dei riflessi per il presente ma una speranza per il futuro, per una folla abbandonata a se stessa. Ci sono ferite ovunque, c’è stanchezza e sfiducia poiché camminiamo in un sentiero pieno d’individui, ognuno si sente diverso, vede cose che altri non vedono, sente cose che altri non sentono. Alienati, disconnessi, confusi. Gli animali non hanno un fardello così pesante da portare, la scelta di essere un altro diverso da me stesso, la scelta di essere i propri sogni. Avere un corpo non adeguato per questa scelta è un dispiacere non per noi ma per chi ci guarda. Dobbiamo arrenderci all’idea che la civiltà ha fatto acqua da tutte le parti. Perché siamo così truccati e falsi, perché siamo più simili al vomito per le strade, specie animale che fugge le tenebre e le ombre, e non ha più dove andare, sempre e ancora alla ricerca di qualcosa, di troppo vicino e caro per essere visto, qualcosa di fin troppo umano, che ci mette davanti alla meravigliosa banalità di essere troppo nudi. E così nudi, possiamo solo tornare a piangere davanti ad un sole che questa volta ci sorride, aspettando pazientemente di portarci via.
5)You Are Not Alone
E bè infine sì. Infine non siamo soli, che vogliate crederci o meno, e questo film ve lo farà credere. Questo film vi farà piangere se abbandonate ogni difesa, ogni preconcetto, perché si sa che ogni volta che si vede un film si innalzano delle barriere che ci proteggono e che sfruttano le emozioni per puro divertimento o se volete “distrazione intellettuale”. E Korine non concede pietà, Korine è un santo purificatore che ci mette nella condizione di provare emozioni che sfaldano le nostre false convinzioni, che ci facciano diventare più umani. Korine è il regista in grado di creare quelle immagini in cui Werner Herzog spera tanto. Contate pure le scene che vi faranno lacrimare, io sono arrivato a cinque.

e allora tutti zitti con i propri dolori
che un giorno dopo l’altro nascono gli amori
dai che sennò ti distrai
però ti bacerei
e dai dai dai sbrighiamoci che c’è la partita
a me non interessa ho tanti guai nella mia vita
ah sì? E come ti posso aiutare?
Io provo a batterti un Ciak.
Così facciamo finta di essere da un’altra parte
Viaggiare, conquistare, fare scopa con la morte,
sapere la verità…
fregare la realtà.
Puoi fare il papa, il pazzo, il furbo, l’assassino
cercare di far ridere alle 7 del mattino
cacciare i guai dalla testa
prima dell’ultimo ciak.
Spengono le luci adesso è ora di dormire
son stanco al punto sogno di non sognare
magari di non russare
dopo che battono il ciak
Siamo figli di teste e corpi in un tram che ha avuto il compito di addottarci in una nuova realtà. Una realtà diversa per ogni testa che ci governa, per ogni emozione che ci tradisce. Una realtà trafitta dal nostro squallido modo di restare, sanguinante, e che cerchiamo con le ferite del nostro sentire di risanare. Nell’accento del nostro scivolo, nella pulsazione dei nervi, nella frenesia dell’alfabetizzazione sentimentale non si fa che prendere un taxi per una nuova sistemazione rurale acquerellata e ultrapiatta. Un paradiso preparato per noi e da noi, e non importa quanto sia mediocre, e stupido, e scadente, e sentimentale, e comico, e falso, e immorale. L’importante è partire, partire così a lungo… per lasciarci dietro delusione, risentimento, ipocrisia per inerzia, un oscuro vuoto dove magari capita di tenerci per mano o di nasconderci di volerlo fare.
Amare, dormire a occhi aperti, aspettare miracoli, questa fu l’unica mia politica (Jean Cocteau)
- SCRIVI DI CONTRADDIZIONI PERCHE’ SCRIVERE CON UNA CERTA LOGICITA’ DI DISCORSO E’ PURAMENTE SUPERFICIALE (consiglio di Ethan Jude per Ethan Jude)
Nella paura di rovinare una cosa bella perché ne poteva combinare una ancora più bella Jeane si era bloccato sul divano e non faceva altro che ripetere la stessa frase due volte al secondo. Ti va di leggere ti va di leggere ti va di leggere ti va di leggere ti va di leggere, e intendo che se lo chiedeva da solo, seduto su un divano, con un amico immaginario. A cui chiedeva di che colore e che suono avesse la sua voce se con un timbro prettamente maschile o femminile e se poteva sembrare nervosa o nevrotica o che tipo di sguardo potevano suggerire i suoi occhi, se avessero un’attrazione più maschile o femminile rassicurante o sempre nervoso o nevrotico, e quanto potrebbe essere sgradevole o indifferente che una voce spezzasse così improvvisamente un silenzio ormai durato troppo a lungo. L’insana sensazione di avere lo stesso sguardo di una telecamera e quindi di essere bloccato in un film, di quelli che trattano la materia dello scrittore/sceneggiatore nella sua fase di blocco, e che un po’, forse un po’ troppo, lo prendono decisamente per il culo. Nella paura di rovinare una cosa bella perché ne poteva combinare una ancora più bella Jeane maturava la consapevolezza che era arrivato per lui il momento di maturare, gli era arrivata con la scrittura del suo primo corto che voleva far tanto leggere alla persona che aveva contribuito in modo indiretto – una discussione non troppo profonda che aveva toccato vari punti del misticismo nostrano cioè di noi uomini e che avevano in un modo nell’altro contribuito a spogliare la persona Jeane – a fargli maturare le idee che aveva in testa per il cortometraggio. Nella paura di rovinare una cosa bella perché ne poteva combinare una ancora più bella, quindi, Jeane si era bloccato sul divano e non faceva altro che ripetere la stessa frase due volte al secondo: ti va di leggere il mio corto ti va di leggere il mio corto ti va di leggere il mio corto ti va di leggere il mio corto ti va di leggere il mio corto, non accorgendosi di cadere in un silenzio diverso da quello di altri giorni - perché data la sua cronica timidezza altri giorni se ne sarebbe potuto uscire con alcune battute poco spiritose e per così dire troppo cazzute o criptiche se non fosse il fatto che dei 5000 mila collegamenti che gli venivano in mente mentre pensava al soggetto su cui fare la battuta Jean esprimeva solo l’ultima carrozza di pensiero in quanto temeva che data la sua cronica timidezza potesse sbagliare a raccontare qualche passaggio o addirittura non ricordarne certi il che significherebbe cadere in certi vuoti di memoria da cui non riesci mai a pescare nulla e quindi cadere in imbarazzantissimi silenzi da cui te ne devi uscire con scuse di circostanza o banali “non mi ricordo” – invece con questo tipo di silenzio Jeane era bloccato nel suo dir niente, perché era concentrato a pensare alla frase specifica che doveva utilizzare per destare l’attenzione della ragazza sdraiata sul divano, non pensando al fatto che invece la cosa migliore da fare per superare un certo tipo d’imbarazzo è invece non pensare a niente e buttare le prime parole che vengono lì sulla bocca e come va va, il che Jean l’aveva pure pensato ma ogni 3,20 secondi gli capitava di pensare che qualcosa andava pur pensato e quella cosa da pensare era ovviamente una sorta di minima organizzazione, una specie di tappa lanciata lì nel caos della frenesia che ti fa venire le mani fredde e sudate, ovvero la proposizione ti va di leggere il mio corto? E quindi ricadere nuovamente nel buco nero della frase da pronunciare.
Il cambiamento a cui Jean si stava preparando per portare a termine il suo maturamento era esattamente questo: avendo scritto un gran bel corto, almeno a suo dire, lasciare definitivamente l’università perché grande supermercato in grado di vendere solo cultura di serie-b, almeno a suo dire, e andare direttamente alla fonte della conoscenza, ovvero la Biblioteca nazionale centrale di Roma, e passare ore intere a studiare e leggere enormi quantità di libri che avrebbero dovuto spaziare dai romanzi ai saggi dedicati al cinema, alla filosofia alla letteratura scientifica, rimendiando così a vent’anni di cazzeggio in cui solo pochi sprazzi di tempo sono stati dedicati alla lettura. Riflessione della cultura di serie b nata dal fatto che secondo Jean i professori universitari sono solo un tramite, un filtro, delle menti geniali che hanno elaborato teorie e romanzi etc etc. e con questo Jean voleva dire fine alla sua mediocrità dedicandosi completamente ai grandi. Una più ovvia consenguenza del cambiamento è portata dal fatto che Jean dovrebbe lavorare almeno tre volte a settimana, in modo tale da potersi pagare l’affitto e farsi avanzare altri soldi per poter campare dignitosamente durante il mese, il resto dei soldi glieli avrebbe passati il padre, che sicuramente appresa la notizia dal figlio di non andare più all’università si rammaricherà molto e farà crollare ogni speranza dopo la grande illusione che Jean potesse avere nel mondo del lavoro un posto migliore del suo dato che, misteriosamente, dopo aver lasciato per la prima volta l’università di Bari nel corso Lingue e letterature straniere dopo solo 6 mesi dall’iscrizione e aver avuto una media abbastanza bassa al liceo scientifico Valdemaro Vecchi, sta ottenendo una media di 29 e ha dato, pressappoco, tutti gli esami del primo anno nel corso Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo dell’università di Roma Tor Vergata. Ovviamente il padre non è molto a conoscenza sulla condizione di precarietà che si ha in questi corsi, oppure lo è ma comunque nutre illogiche speranze nella persona che rappresenta suo figlio. Jean ovviamente si è preparato anche il discorso con il padre, che pressappoco segue questa linea: io non vado più all’università perché credo di conoscere una strada migliore che mi porterà a fare quello che voglio fare, so che lasciando l’università sarò qui a Roma a non far niente dalla mattina alla sera, ma non è così, ho deciso con convinzione assoluta e niente potrà portarmi a capire il contrario, che la strada dell’autodidatta è la migliore che possa seguire, e ho deciso comunque di lavorare almeno tre-quattro volte a settimana in modo tale che tu, padre, se vuoi, mi passi molto meno di quanto mi passi al mese, altrimenti capisco il tuo dissenso e tu non mi passerai niente. Inutile dire che Jean spera molto in quel poco che il padre dovrebbe passargli, poiché intuisce che senza ben poco potrebbe fare, anche se nutre forti convincimenti che il padre accetti anche questa condizione impostagli dal figlio o da Dio che così vuole, in un giorno qualsiasi, speriamo non nel suo giorno festivo, che sicuramente gli rovinerà quel giorno qualsiasi e anche un bel po’ di giorni seguenti.
Mentre l’aria di cambiamento s’intravede nell’aria e si respira nell’aria Jean si rende conto di quanto sia importante darsi metodo per sconfiggere la totale pigrizia e le sue numerosissime patologie e malattie mentali che andavano creando pian piano disturbi nel sonno, come ad esempio il fatto strabiliante di vedere attiva la fase del sonno REM a soli dieci minuti dall’inizio del riposo cerebrale, poi un vero e proprio rapporto malsano con il sonno che oscilla dall’amore totale in cui dorme almeno dodici ore al giorno giustificato dal fatto che nei sogni si trova l’ispirazione giusta e la chiave per il nostro inconscio, alla fase di puro odio che gli fa ridurre le ore a tre o quattro in cui durante le notti insonni invano tenta di leggere libri molto molto “impegnativi” e finisce per fare inutili ricerche sui disturbi neurologici e disturbi del sonno. Entrambi i procedimenti sono un chiaro segno di disagio e quindi di fuga dalla realtà. In una di queste stesse notti Jean si è reso conto di quanto sia importante il vettore d’osservazione del nostro occhio verso il mondo e che questo vettore deve seguire una sorta di ordine e metodo contro il caos dominante del mondo, perché se è vero che grandi menti hanno saputo talvolta ricreare il caos nelle loro opere, è vero che l’hanno fatto con grande metodo. E così mentre scrive riflette sulla scrittura che nient’altro è che un metodo per far uscire ordinatamente il caos dalla mente, un pensiero per volta, e riprodurlo con efficacia sui ticchetii musicali della tastiera del computer, e la scrittura per lui nient’altro è che pura matematica, e di certo come forma di comunicazione migliore del linguaggio parlato, dato che lui riesce solo ad esprimere l’ultimo concetto di una serie di concetti estremamente collegati fra di loro. La scrittura per lui è il modo di andarsene pieno di convinzioni nel mondo e quindi essere più sicuro di se stesso, è pura matematica. E quindi Jean pensò anche che una forma migliore è in grado di trasmettere più contenuto di quanto il contenuto stesso situato nel cervello di chi crea, ovvero l’ideologia del creatore, trasmette, e che quindi nella vita avere delle dipendenze, che lui ha deciso di considerare come una specie di punti fermi nell’esistenza di un individuo, una specie di punti da cui possano partire linee che mettano ordine nell’esistenza umana, è molto utile. Sigarette caffeina e il costante bisogno di avere qualcosa da bere perché Jean ama molto l’immagine di poter bere un liquido contenuto in una tazza fumante in modo tale che le due mani abbraccino completamente la tazza, ama il rumore della tazza poggiata su un tavolo di legno e l’idea che quel liquido possa in una maniera o nell’altra calmare e sciogliere l’isterica anima contenuta nel suo isterico corpo e quindi far fluire le dita con più armoniosa continuità sulla tastiera del portatile Compaq avv515. Perciò l’indomani Jean ha deciso di andare a comprarsi Thé Twinings Camomilla Bonomelli Cioccolato Nesquik Caffè Lavazza e Latte Granarolo alta digeribilità per poter continuamente rinnovare la sua saliva e l’alito infiammato dalle Sigarette Lucky Strike durante la notte e avere un’accurata e ampia scelta di prodotti di consumo per poter abbracciare un certo tipo d’inutilità intelligente/abilitante che è quella di leggere babilonie intere di libri e dire basta ad un certo tipo d’inutilità demenziale/debilitante che è quella di passare ore intere davanti a social network quali facebook e myspace per poter continuare a cambiare la sua immagine personale e layouts per testimoniare all’altro popolo virtuale i suoi interessi vacui quanto superficiali, per ora, a suo dire. Se domani andrà al supermercato sul serio, certo non lo sappiamo, ma probabilmente potremo scoprirlo.
Nella paura di rovinare una cosa bella perché ne poteva combinare una ancora più bella Jeane dopo il suo ritiro con seguita sconfitta per non aver pronunciato la famosa proposizione, commette un altro errore madornale, andare a guardarsi allo specchio.
Par. 1 – NUMERO APPROSSIMATIVO DI MODI IN CUI SEMBRA CHE USARE Facebook SIA DANNOSO PER LA VOSTRA SALUTE
All’incirca molti. Ad esempio scegliete chi nella vostra lista di amici è quello più decerebrato. Nel senso che frequenta l’università ma è in grado di scrivere una quantità pressocché infinita di abbreviazioni del tipo xo sxo nnt nn xke, che d’altronde sulle rete si rivelano totalmente inutili poiché la comunicazione su rete è COMPLETAMENTE GRATUITA, quindi non si sente il bisogno di abbreviare ogni minimo vocabolo/stronzata come invece si sente nella telefonia. Nel senso che è in grado di sputtanare la sua persona nel modo più banale/eclatante possibile nonostante l’intera rete di amici, e più, è potenzialmente in grado di leggere le sue minchiate – e vedrete più in là perché solo potenzialmente – ma l’individuo in questione sembra, e almeno in questo andrebbe ammirato, fregarsene alquanto, perchè in pratica ci sta dicendo “SI’-E’-VERO-SONO-IMBECILLE-MA-CHI-INFONDO-NEGLI-UMANI-INTERESSI-PIU’-BASSI-NON-LO-E’? e mette un po’ a disagio – a proposito avete notato che proprio i tipi-decerebrati di questa specie, e questo non fa che confermare la mia tesi del menefreghismo, siano proprio quelli ad avere più amici rispetto alla media? Nel senso che….
Passiamo all’esempio concreto di questo utente che chiamerò Demente cronica n1 che dichiara nella sua bacheca:
Sono stufa di qst situazione sti ragazzi k sn delle ragazze k vogliono essere corteggiati, si fanno desiderare….e se nn 6 tu a chiedere d uscire manko x l anticamera!!! avete rotto!!! i ruoli s sn invertiti ma d brutto nn esistono piu i ragazzi d1 volta!!!!
Sotto condivide il link con il seguente titolo:
e l’uomo che deve fare il primo passo!…
Sottotitolo:
è la regola xD xD
Nell’immagine che rappresenta il gruppo un manga dove un damerino giapponese, inchinatosi, bacia la mano ad una ragazzetta/bambola/samurai/giaponese con un vestitino bianco calze merlate bianche e due ballerine nere.
I commenti:
Tizia qualsiasi n.1 likes this.
Tizio n1
Resta sempre qualcuno come un tempo..;-)
about an hour ago
Demente cronica n1
saresti tu? XD
about an hour ago
Tizio n1, ovvero come incularsi una demente cronica:
beh,io ho sempre corteggiato le donne di cui mi innamoro davvero..
about an hour ago
Demente cronica n2
bravo !:)
about an hour ago
Tizio 1, ovvero come rimanere simpatici mentre sei stato sgamato ad incularti una demente cronica
GRAZIE:-)
about an hour ago
Demente cronica n1, ovvero cazzo finalmente un cazzo virtuale me lo sono preso nel culo!
devo dire k sn delle ragazze mooolto fortunate ![]()
about an hour ago
Tizio n1, ovvero come nonostante ti sia inculato una demente cronica tu ti congratuli con te stesso
ahahhahhah..ma dai…:-)
about an hour ago
Demente cronica n2, ovvero come una demente cronica cerca di sparlare con altre dementi crocniche su come una demente cronica si sia fatta inculare da un tizio n1 qualsiasi
anto k fai ci provi?!:) ahahahah
about an hour ago
Tizia n1, ovvero mi sono fatta inculare da un tizio n1 qualsiasi ma a te che te frega stupida puttana?
e anke se fosse?? ormai kn tt i ragazzi bisogna fare cs… io piu k lanciare frecce nn posso… anke se c sn tipi k neanke qll capiscono… o sn tonti o fanno finta;)
about an hour ago
Demente cronica n2, ovvero come dire ad una demente cronica che è proprio una gran puttana per sputtanarsi così su dei social network quali facebook
ahahahah 6 incredibile.. davvero.. ricorda k se un uomo,se cs vogliamo chiamarli:) nn si fa avanti vuol dire k nn è realmente interessato.. se si innamorano cambiano..
about an hour ago
Tizio n1, ovvero come un tizio n1 qualsiasi tenta intellettualizzando di incularsi una demente cronica dopo essersene appena inculata una
a non fate di tutta l’erba un fascio ragazze,kmq ottavia…si condivido appieno..se un uomo si innamora è molto più motivato e conseguenzialmente muta..
about an hour ago
Demente cronica n1, ovvero: wow mi sono appena fatta inculare da un tizio n1 qualsiasi che è molto intelligente e sa fare dei discorsi profondi! Ma anch’io non sono da meno
su qst sn d accordo… ;p lo conferma la canzone theorema… e ho detto tutto XD
about an hour ago
Demente cronica n2, ovvero come cercare di convincere una demente cronica che non si è fatta inculare da un tizio n1 qualsiasi molto intelligente e che sa fare dei discorsi profondi, ma solo da un tizio n1 qualsiasi che è un emerito coglione e che per tanto non si merita d’inculare me, ma soltanto te brutta sgualdrina!
bè si.. io la penso cs.. sn tt uguali fino a qnd nn si innamorano !! capito Anto?! qnd qst Gianmarco è uguale agli altri anke se ora sta cercando di difendere la categoria come meglio può:):):)
about an hour ago
Tizio n1 qualsiasi, ovvero bè chissenefrega io la mia inculata me la sono fatta certo anche due era meglio, ora me ne vò, a giocare alla plai, oibò
Mah,,vabbè..pensatela come volete..:-)..
about an hour ago
demente cronica n1, ovvero come sia possibile che due dementi croniche arrivino a capirsi nel profondo delle minchiate che riescono a concepire
BE si xo io ne conosco alkuni k nn s facevano avanti nn xk nn fossero realmente interessati ma x 1 questione d orgoglio o timidezza… ;0
about an hour ago
Demente cronica n2, ovvero come non sia possibile che due dementi croniche arrivino a capirsi nel profondo delle minchiate che riescono a concepire, e quindi i loro messaggi riescono ad essere così criptici che anche per una persona di media intelligenza prenderli per il culo sembra una cosa oscura più che impossibile da attuarsi
ihiihhihihi scherzo scherzo !!:) dalle tue risposte si nota una leggere differenza da risposte k magari potrebbero dare altri uomini:)
about an hour ago
Demente cronica n1, ovvero non ho capito un cazzo di quello che hai scritto ma fa niente continuiamo pure nel nostro dire minchiate
otta’ x esempio io conosco 1 … k conosci anke tu e nn fare il nome k legge… k mi disse al suo tempo… k a lui le ragazze lo contattano e lui decide se uscire o no ma lui nn contatta ness1… t prego!!! s puo!!!! ;0 una ragazza……….
about an hour ago
Demente cronica n2, ovvero come io ti sono superiore nell’arte di prendermelo nel culo che da adesso in poi non ti rispondo più, ma non prima di essermi congratulata con me stessa e aver tessuto elogi alla mia dote di prendermelo nel culo anche se non lo do a vedere
infatti nn s’affronta prp.. nn dico il nome.ho capito k è.. e a suo tempo ovviamente lui mi ha chiesto di uscire.. xk sai,mi conosci,nn l’avrei mai ftt io.. si montano la testa sti ragazzetti e fanno i fighi..
about an hour ago
Demente cronica n1, ovvero anche fra i dementi estitono le classi gerarchiche d’intelligenza, per esempio quelli che scimmiottano il romano sono proprio gli ultimi della scala sociale
vojo dire lui e’ bello anzi bellissimo… nn diko k se la tira… ma lo aggiunsi su face nnt, su msn nnt se nn gli avessi mandato io il 1mo mess a qst ora lo vedevo in linea snz sax ki fosse!!! be nn mi pento se qll e’ stato il risultato
vojo dire mika t capita tt i gg uno km quello!!1 ;p
about an hour ago
Un altro modo divertente per sfruttare questi tipi e i loro commenti è per esempio leggere ad alta voce tutto ciò che dicono italianizzando le brutture che scrivono. Ovvero leggere come leggerebbe un italiano che non conosce i modi di abbreviare i vocaboli italiani. Se proprio siete privi d’immaginazione provate a farli leggere alla vostra nonnina.Il pronunciato dovrebbe essere una cosa simile alla seguente, prendete come esempio l’ultimo commento
“voio dire lui e apostrofo bello anzi bellissimo puntini di sospensione n n di-cappa-o cappa se la tira puntini di sospensione. Ma lo aggiunsi su face n-n-t virgola su emme-esse-enne enne-enne-ti se enne-enne gli avessi mandato io il unomo mess a q-sss-t ora lo vedevo in linea s-n-z sa-ics cappa-i fosse punti esclamativi. Be n-n mi pento se q-l-l e apostrofo stato il risulato smail-che-fa-l’occhiolino voio dire mi-cappa-a capita t-t i g-g uno cappa-emme quello punti esclamativi uno smail che fa la linguetta e l’occhiolino contemporaneamente”.
Il risultato delle vostre risate dovrebbe essere lo stesso di quello prodotto parlando con un extracomunitario che tenta di parlare la vostra lingua, o forse un po’ più. Se non vi fa abbastanza ridere fumatevi una canna, tanto abbiamo detto di essere nell’ambito di una media intelligenza, e non rompetemi il cazzo. Le vostre serate invernali potrebbero essere passate tranquillamente al caldo in casa a sparare minchiate su certi tizi piuttosto che andare in giro nel freddo per pub ed ammazzarsi di birra & tacos. Il tutto vi farà diventare poco alla volta però più stupidi anno per anno. Questo è il perché io abbia intitolato parte del titolo di questo paragrafo “usare Facebook sia dannoso per la vostra salute”. Non date conto.












Hunter, I’m laid out on the forest floor
arrows in my back and sides
down among the leaves and stones
you can wear my skin as armor
you can eat my flesh and bones
leave nothing that is needed
all I have is yours
And I’ll give myself up to your sharpened edges
I no longer cling to my life
yes, I’m finally giving in
Teeth and hate end our relationship
of course it’s said, but that’s the way it is
your violence always wins the day
yes,
your violence wins
And I’ll give myself up to your sharpened edges
I no longer cling to my life
yes, I’m finally giving in
Oh, and you watch as the animals
lay themselves
down at your feet
a thousand bared teeth
a thousand bowed heads
yes, they’re begging you for
death
The Hunter does us all a great service
and we’ve done so much to deserve it.
